Premio Neri Pozza 2021

È online il nuovo regolamento della V edizione
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Tracy Borman ci racconta del suo nuovo libro La strega del re.

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Novità

Sette opere di misericordia

Piera Ventre

Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato è il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portata via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere in centro. Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subìto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza rimasta incinta, che non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli sulla via per la Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, e poi un giorno scompare lasciando un cardillo per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo». Che misericordia e castigo siano così intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore».
Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è un romanzo che racconta u periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui Napoli e il Paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.

Anna Bolena. L'ossessione del re

Alison Weir

Inghilterra, 1512. Anna Bolena ha solo undici anni quando suo padre, Thomas Bolena, uno scaltro cortigiano che, grazie alle proprie abilità diplomatiche, si è distinto rapidamente al servizio di Sua Maestà Enrico VIII, decide di inviarla alla corte di Borgogna come damigella d’onore della Reggente Margherita. Una posizione ambita, che offre molte opportunità a una fanciulla di buona famiglia. La giovane Anna dimostra sin da subito una spiccata attitudine per quella vita e nove anni dopo, quando diventa la damigella d’onore della regina Caterina, moglie di Enrico VIII, è ormai una ventenne astuta, colta e sofisticata, ben lontana dalla ragazza ingenua di un tempo. Abile nel gioco della seduzione, Anna si diverte ad amoreggiare, a conversare davanti a un bicchiere di vino e a giocare a carte e a dadi con i suoi ammiratori. I capelli scuri, gli zigomi alti e lo sguardo fiero e malizioso le procurano molti corteggiatori, fino al giorno in cui su di lei ricade l’attenzione del re in per-sona. Da quel momento è un susseguirsi di avvenimenti destinati a consumarsi nel sangue: Enrico è ossessionato da Anna, desidera averla piú di ogni altra cosa, ma lei rifiuta di essere una semplice amante, vuole diventare la sposa del re. La mite Caterina, la «regina buona», è tuttavia cosí amata dai suoi sudditi, che rinunciare a lei significherebbe per il re rischiare di perdere la popolarità e la benevolenza del Paese, perfino il trono stesso… 
Ricordata come la regina che cambiò per sempre il volto dell’Inghilterra, Anna Bolena rappresenta una delle figure femminili piú interessanti della Storia: un’eroina imperfetta ma profondamente umana. Una donna di grande idealismo e coraggio che pagò un prezzo troppo alto per le sue ambizioni.

La via regale della Shakti

Daniel Odier

Conosciuto nel mondo come uno dei maestri occidentali del tantra, Daniel Odier ha il merito di aver reso accessibile quella tradizione nata settemila anni orsono nella valle dell’Indo, forse l’unica filosofia antica che abbia attraversato tutti i sussulti della Storia per giungere a noi intatta in un’ininterrotta trasmissione da maestro a discepolo. Dopo Tantra, l’iniziazione di un occidentale all’amore assoluto e La folle saggezza delle yogini, questo è il terzo volume dell’insegnamento impartito direttamente all’autore dalla maestra yogini kashmira Lalita Devi, insegnamento che indica la via per un amore totale e conduce verso la libertà dell’essere. In queste pagine, Odier dà un’interpretazione delle pratiche segrete che si trovano nel Kaulajnananirnaya tantra, magnifico testo esoterico i cui insegnamenti sono attribuiti al leggendario maestro Matsyendranatha. Il Kaulajnananirnaya tantra è innanzitutto un testo di pratiche relative all’ottenimento delle siddhi, poteri magici, tramite la decostruzione di tabú per lo piú sessuali, e come molti testi tantrici è scritto in un linguaggio «crepuscolare», ossia indica la pratica senza svelarne gli arcani. Da qui discende il valore della trasmissione diretta dell’insegnamento dalla yogini al discepolo, poiché senza commento è impossibile accedere alle pratiche. Per questo Daniel Odier ha scelto di isolarle e di descriverle in dettaglio prima di proporre il testo integrale tradotto dal sanscrito da Dominique Boubouleix. Un testo che porta alla liberazione attraverso la via della Shakti, la divina energia.

Le cinque donne

Londra, 1887: l’anno, recitano i libri di storia inglese, del Giubileo d’Oro, il cinquantesimo anniversario dell’ascesa al trono della regina Vittoria. L’anno, però, anche di una storia che i più preferiscono dimenticare: quella di una senzatetto, Mary Ann Nichols, detta Polly, la cui identità sarebbe presto caduta nell’oblio, anche se il mondo avrebbe ricordato con grande morbosità il nome del suo assassino: Jack lo Squartatore. Polly fu la prima delle cinque vittime «canoniche» di quel noto assassino. Al suo omicidio seguì il ritrovamento, nel quartiere di Whitechapel, dei cadaveri di Annie Chapman, Elizabeth Stride, Catherine Eddowes e Mary Jane Kelly. La brutalità degli omicidi, e il modo in cui il colpevole era sparito senza lasciare traccia, sconvolse Londra. Ben presto Whitechapel si riempì di sedicenti giornalisti che, in mancanza di informazioni certe da parte delle autorità, riempirono le pagine dei quotidiani di infiorettature, invenzioni e voci infondate, come quella secondo cui le pensioni di Whitechapel fossero bordelli di fatto e che quasi tutte le donne che vi risiedevano, con pochissime eccezioni, fossero prostitute. Per centotrenta anni le vittime di Jack lo Squartatore e le loro vite sono dunque rimaste invischiate in una rete di supposizioni e ipotesi inconsistenti, cosicchè oggi le loro storie portano ancora impresso il marchio che la società vittoriana ha dato loro. Una società maschilista, autoritaria e borghese in cui le donne non avevano nè voce nè diritti. Ma chi erano queste donne, e come hanno vissuto prima che la loro esistenza venisse spezzata dalla mano del più feroce assassino di tutti i tempi?
Attraverso un imponente lavoro di documentazione e una scrittura che lo rende appassionante come un romanzo, questo libro dà finalmente un volto alle donne che per troppi anni sono rimaste oscurate da un mito e restituisce loro ciò che hanno perduto insieme alla vita: la dignità.

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