Premio Neri Pozza 2021

È online il nuovo regolamento della V edizione
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Tracy Borman ci racconta del suo nuovo libro La strega del re.

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Novità

Morte all'alba

Caro Peacock

È il giugno del 1837 in Inghilterra. Guglielmo IV è morto e la diciottenne Vittoria è appena salita al trono. Liberty Lane ha solo qualche anno in più della giovane regina, ma la vita non le riserva certo scelte meno ardue. Figlia di ferventi repubblicani, ha appena ricevuto un biglietto in cui una mano anonima ha vergato le seguenti righe: Gentile Miss Lane, voi non mi conoscete, ma mi prendo la libertà di comunicarvi una penosa notizia. Vostro padre, Thomas Jacques Lane, è rimasto ucciso lo scorso sabato, 17 giugno, in un duello a Calais... Liberty stenta a crederci. Thomas Jacques Lane, dandy inglese assertore degli immortali e universali principi della Rivoluzione francese, quarantaseienne bohemién morto in terra di Francia in un duello, una delle più sciocche e detestabili pratiche dell’ancien régime? Liberty non esita a partire subito per Calais pur di scoprire la verità. In Francia sfugge a un tentativo di rapimento e si imbatte in uno strano tipo vestito di nero che le mostra un anello appartenuto a suo padre, un gioiello con un sigillo curioso, formato da un occhio e una piramide, e le promette di dirle tutta la verità se lei accetta di spiare per conto suo un ricco e altolocato gentiluomo.
Avvincente thriller storico con protagonista un’eroina disposta a tutto pur di fare luce sulla strana morte di suo padre, Morte all’alba penetra nel lato oscuro dell’epoca vittoriana, dove regnano verità scomode e segreti inconfessabili.

Miss Guggenheim

Leah Hayden

Marsiglia, 1941. La città sonnecchia oziosa sotto l’intenso sole di mezzogiorno mentre una donna, incurante del caldo, si inerpica lungo la strada che conduce a Villa Bel Air. Quarant’anni compiuti, capelli neri che le scendono fino alle spalle e un abbigliamento semplice, Peggy Guggenheim è già nota in tutti gli atelier di Parigi per la sua collezione d’arte. Innamorata delle avanguardie, è giunta in quella casa dalla facciata color ruggine e dalle imposte verdi per incontrare il pittore Max Ernst, di cui ha già avuto modo di apprezzare l’opera densamente. Quello che dovrebbe essere un appuntamento di lavoro, tuttavia, si trasforma ben presto in un incontro del destino: è infatti sufficiente un solo sguardo perché Peggy abbia la sensazione che quell’uomo dalla chioma candida e dai profondi occhi azzurri riesca a leggerle anche i pensieri più reconditi. Divenuti inseparabili, Peggy e Max sanno che la situazione in Europa non è più sicura, soprattutto per un’ebrea. Ma organizzare l’espatrio, per Miss Guggenheim, non significa soltanto condurre in salvo l’ex marito, i loro figli e l’uomo di cui è innamorata. Significa, soprattutto, strappare alla confisca e al bando l’«arte degenerata», come viene definita l’arte d’avanguardia dai nazisti.
Attraverso un rocambolesco viaggio oltreoceano, con i più grandi capolavori dell’arte contemporanea avvolti nelle lenzuola ed etichettati come «articoli per la casa», l’eccentrica mecenate farà di tutto per realizzare il suo sogno: trovare negli Stati Uniti un edificio adeguatamente grande dove le opere della sua collezione vengano esposte al pubblico. Ma spesso l’ostinazione non basta e, sebbene l’impossibile abbia sempre esercitato su Peggy Guggenheim un fascino ben maggiore di ciò che si offre a portata di mano, le difficoltà non mancheranno nemmeno una volta sbarcati a New York. Soprattutto quando Max Ernst verrà fermato alla dogana con l’accusa di essere un «nemico straniero», rischiando il rimpatrio… Sullo sfondo dell’Europa sconvolta dalla Seconda guerra mondiale, e della New York degli anni Quaranta in cui si muovono artisti del calibro di Fernand Léger, Yves Tanguy, PietMondrian, Marc Chagall e André Breton, Leah Hayden narra della vita di una donna che ha avuto un ruolo rilevante nel destino delle avanguardie del secolo scorso.

Ultimo giro

Graham Swift

Quattro amici di lungo corso si ritrovano in un pub di Bermondsey, il Postale. Per anni a quell bancone si sono riuniti per bere e scherzare, ma oggi è un giorno diverso dagli altri: Jack Dodds, della bottega Dodds & figlio, macellaio di fiducia, se ne è andato. Il suo ultimo desiderio, espresso in una lettera verbosa e formale, riguarda le sue ceneri, che devono essere buttate in mare alla fine del Molo di Margate. Chi, meglio degli amici di una vita e del suo figliastro, potrebbe incaricarsi di eseguire le sue ultime volontà? A bordo di una Mercedes blu con i sedili color crema, i quattro si mettono in viaggio verso sud. Pur conoscendosi da una vita, sono uomini molto diversi: Ray, dopo una brillante carriera nel ramo delle assicurazioni, si è dato alle scommesse sulle corse dei cavalli; Lenny lavora nel mondo dell’ortofrutta, un modo come un altro per dire che ha una bancarella di frutta e verdura; Vic è un impresario di pompe funebri e per anni il suo negozio con in vetrina i fiori di cera, le lastre di marmo e l’angelo con la testa china è stato di fronte alla macelleria di Jack. E poi c’è Vince, il figlio adottivo, che ha fatto carriera nel campo delle automobili, sebbene si tratti di una carriera un po’ dubbia, non certo da prendere come esempio. Mentre guidano verso l’oceano per esaudire l’ultimo, misterioso desiderio di Jack, il loro diventa non solo un complicato viaggio nel tempo e nella memoria, oltre che nello spazio, ma anche un viaggio primordiale sul labile confine che separa la vita dalla morte.
Vincitore del Man Booker Prize nel 1996, Ultimo giro è un romanzo ironico, commovente e profondamente umano che, attraverso il racconto di una grande amicizia, e sullo sfondo di un’Inghilterra che cambia, si trasforma in una potente celebrazione della vita.

Elogio dell'amore

Alain Badiou

«Si può amare senza innamorarsi!», «È possibile essere innamorati senza soffrire!». I manifesti pubblicitari del sito di incontri Meetic, che qualche tempo fa tappezzavano Parigi, costituiscono il punto di partenza di queste pagine in cui Alain Badiou, uno dei maggiori filosofi francesi contemporanei, si trasforma in un irriducibile apologeta dell’amore. Come la guerra a «morte zero» dei conflitti armati della nostra epoca, così l’amore a «rischio zero» si fonda su una concezione «securitaria» della vita. Nei siti di incontri, tutto è così ben calcolato, il partner selezionato con la massima cura – vi è la sua foto, vi sono elencati i suoi gusti nel dettaglio, la data di nascita, il segno zodiacale e via dicendo – che non si corrono pericoli di sorta. Come il matrimonio combinato, che i genitori dispotici imponevano un tempo in nome dell’ordine familiare, così un accordo preliminare evita ogni casualità. Intrappolato in questa stretta, l’amore è così seriamente minacciato che è diventato, per Badiou, un compito filosofico difenderlo».

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