Premio Neri Pozza 2021

È online il nuovo regolamento della V edizione
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Tracy Borman ci racconta del suo nuovo libro La strega del re.

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Novità

Tumulti

Tornato in patria per una licenza nel 1916, il Maggiore Brendan Archer ha conosciuto Angela Spencer, con cui si è fidanzato. Finita la guerra, nell’estate del 1919 il Maggiore giunge a Kilnalough, lungo la costa della contea di Wexford dove, sulla punta estrema di una sottile penisola coperta di pini morti che pencolano qua e là in bizzarre angolazioni, si erge il Majestic, l’albergo prediletto dall’aristocrazia anglo-irlandese, acquistato da Edward Spencer, il padre di Angela, di ritorno da un suo viaggio in India. Con suo sommo stupore, il Maggiore scopre che l’albergo non corrisponde affatto alle descrizioni della sua «fidanzata». La ricca, variopinta buona società protestante, che accorreva a frotte al Majestic per la regata di luglio, se n’è andata da un pezzo, proprio come i pini o le vasche da bagno di ghisa che di tanto in tanto sbucano tra le fondamenta dell’hotel, simili a fossili di una remota età dell’oro. Il Maggiore avrebbe tutte le ragioni per filarsela, tuttavia è assolutamente incapace di staccarsi da quell’enorme edificio fatiscente. Ipnotizzato dalla rovina e dai «misteri mondani della vita irlandese», Brendan Archer trascorre l’estate, placidamente cullato dallo charme del vecchio albergo e del tutto ignaro della tempesta che si avvicina. Siamo nell’Irlanda del 1919, l’anno in cui la lotta per l’indipendenza esplode con una brutalità senza pari.

Averroè o il segretario del diavolo

Nato a Cordova nel 1126, tra i contrafforti della Sierra Morena e le ricche pianure di Campiña, il protagonista di queste pagine ha avuto molti nomi: i latini lo chiamano Averroè. Gli ebrei, Ben Roshd. Per gli arabi è Abu al-Walid Mohammad Ibn Ahmad Ibn Roshd. Figlio di Abu al-Qasim Ahmad, cadì di Cordova, Averroè cresce in un’epoca di grande scienza, ma anche di grandi tumulti. Un’epoca in cui ebrei e cristiani sono autorizzati a praticare liberamente il proprio culto, a commerciare e a esercitare il mestiere che preferiscono, con l’unica condizione di versare un’imposta alle autorità musulmane. Deciso a seguire le orme di Avicenna, Galeno e Ippocrate, a ventitré anni Averroè sceglie di affiancare agli studi di giurisprudenza, intrapresi per volontà del padre, quelli di medicina. Il suo apprendistato si compie a Granada, presso la dimora di Abubacer, medico, filosofo e sapiente astronomo. Grazie ad Abubacer, Averroè ha la possibilità non solo di arricchire il proprio sapere, ma anche di imbattersi nella donna che muterà il suo destino.

La cura dell'acqua salata

ContenutoNapoli, 1766. Al tocco delle undici antimeridiane Brais Barreiro sente con certezza che quello sarà il suo ultimo giorno di vita. L’origine dei suoi tormenti affonda le radici in un tempo e in un luogo lontano, la Galizia del 1730, quando, giovane orafo di talento e di riconosciuta fama, gli viene commissionato un gioiello senza eguali: una collana d’oro con uno scintillante pendente, noto come sapo gallego per l’affinità tra la superficie scabra del gioiello e la pelle del rospo. Portata a termine l’opera, destinata al sontuoso décolleté di donna Delícia Castro, Brais scopre che l’idea di privarsene gli provoca una sofferenza inaspettata, un autentico sentimento di lutto. Il sapo gallego non è un semplice oggetto senz’anima, ma l’esatta misura del suo genio, una corda tesa sul confine tra umano e divino. Per questo motivo quando il committente del gioiello, Santiago Castro, si reca da lui per reclamarlo, la reazione di Brais è inconsulta e irrazionale: afferra un coltello e colpisce a morte l’uomo. Confuso dalla natura del proprio gesto, terrorizzato dagli scenari che gli si prospettano dinnanzi, a Brais non resta che afferrare la custodia del sapo e darsi alla fuga imbarcandosi, sotto le mentite spoglie di Santiago Romero, su un mercantile britannico diretto in Italia…

L'assedio di Krishnapur

ContenutoNel 1857 a Krishnapur, uno dei centri più importanti dell’Amministrazione civile dell’Impero britannico in India, la vita, a parte qualche eccezione (qualche ufficiale che ambisce a essere un principe indigeno e mantiene tigri, amanti e chissà che altro), scorre serena e secondo il più rigoroso decoro e stile europei: balli, feste, ricevimenti, serate di poesia tra teche contenenti uccelli impagliati e altre meraviglie, divani ricoperti di cretonne color prugna, cobra fluttuanti dentro bottiglie azzurrine, tavolini drappeggiati da splendide tovaglie. La quiete di questa esistenza svanisce, però, di colpo il giorno in cui nella borsa dei dispacci, anzichè i documenti attesi, vengono trovate quattro chapati, quattro piccole focacce di pasta non lievitata… Basato su un episodio storico reale, la celebre e sanguinosa rivolta dei sepoy (i soldati nativi dell’esercito imperiale), L’assedio di Krishnapur narra dell’incombere cupo di un nemico impalpabile e inaspettato. Sorpresa e confuse dagli eventi, la comunità britannica si ritira, infatti, nella Residency, dove viene sottoposta a un lungo e snervante assedio.

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