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Max Hastings

Max Hastings scrive per il Daily Mail e il Financial Times. Ha ricevuto numerosi premi per i suoi libri e le sue inchieste: Reporter of the Year nel 1982 e Editor of the Year nel 1988. Nel 2008 ha ottenuto la Medaglia Westminster per il suo contributo alla letteratura militare, e nel 2009 l'Edgar Wallace Trophy del Press Club di Londra. Tra le sue opere figurano Inferno. Il mondo in guerra 1939-1945 (Neri Pozza, 2012), Catastrofe 1914. L'Europa in guerra (Neri Pozza, 2014), Armageddon. La battaglia per la Germania 1944-1945 (BEAT, 2016) e La guerra segreta. Spie, codici e guerriglieri 1939-1945 (Neri Pozza, 2016).

I LIBRI

Armageddon. La battaglia per la Germania 1944-1945

Max Hastings
«La battaglia per la Germania, cominciata come il più imponente fatto d’armi del XX secolo, si concluse nella più grande tragedia umana del Novecento».
Come gli studiosi di storia militare sanno, nei mesi che vanno dal 6 giugno 1944 – la data dello sbarco in Normandia – ai primi giorni del maggio 1945 si racchiude la più grande catastrofe della guerra moderna. La lunga marcia dell’esercito alleato per la conquista di Berlino, viziata da gravi incomprensioni ed errori tattici, si scontra, infatti, con un nemico tedesco ancora pienamente in forze e intenzionato a dare battaglia fino al sacrificio dell’ultimo uomo.
Un apocalittico scontro finale che, dopo aver esaminato gli archivi di quattro paesi e intervistato centinaia di testimoni diretti degli avvenimenti, Max Hastings ha il merito di ricostruire con un coinvolgente e originale taglio narrativo.
A partire dalle battaglie più note, come l’offensiva delle Ardenne o i combattimenti nella foresta di Hürtgen, fino al dettaglio degli episodi meno conosciuti – uno su tutti, la devastante invasione dell’Armata Rossa in Prussia orientale, nella quale morirono oltre un milione di persone –, Hastings segue le manovre di avvicinamento degli eserciti sui due fronti, restituendo abilmente le dinamiche tra soldati, ufficiali e capi insieme con le storie dei singoli. Quanto influì la rivalità tra Montgomery e Patton nella disastrosa Operazione Market Garden ad Arnhem o quella tra Žukov e Konev nell’assedio di Berlino? Quanto la sfiducia, le invidie e gli interessi politici contrastanti tra gli stati alleati allontanarono la fine delle ostilità, moltiplicando il numero dei caduti?
Grande racconto storico, che riesce a tenere insieme le dinamiche militari e i drammi della popolazione civile, come l’Hongerwinter, la terribile carestia in Olanda del 1944-45 causata dall’occupazione tedesca, Armageddon è un’opera monumentale, indispensabile per comprendere l’evento in assoluto più importante e cruento del Novecento.

Vietnam. Una tragedia epica 1945-1975

Max Hastings

La guerra del Vietnam è senza dubbio il conflitto che, dopo il 1945, ha esercitato la maggiore influenza sulla cultura del proprio tempo e su quella degli anni successivi. A quasi mezzo secolo di distanza, sono ancora vive nella memoria collettiva le immagini che ne fanno una guerra-simbolo del secondo Novecento: la foto, per esempio, del capo della polizia di Saigon che spara a un prigioniero vietcong durante l’offensiva del Tet nel 1968; quella della bambina che corre nuda urlando dopo essere rimasta vittima di un attacco con il napalm nel 1972; o la foto della scala su cui, la sera del 29 aprile 1975, vigilia della caduta di Saigon, i fuggiaschi salgono verso un elicottero come se stessero ascendendo al Calvario. Attraverso tali immagini si è radicata, in Occidente, la percezione dell’umiliazione subita in quel conflitto dagli Stati Uniti, la nazione più potente del pianeta, e del contrasto fra l’arte bellica di una superpotenza, con i suoi B-52, e quella di contadini che indossavano il cappello a cono di paglia o il casco coloniale e che per spostarsi si affidavano a sandali e biciclette. La guerra è costata più di due milioni di vite e, negli Stati Uniti, ha determinato la rovina di un presidente e la caduta di un altro. Ha prodotto, inoltre, una sterminata letteratura, e tuttavia mai è stata indagata come in questo monumentale libro. Max Hastings ricostruisce la sua vicenda politica e strategica in rigoroso ordine cronologico, mostrando come l’imperizia dell’amministrazione americana nella conduzione del conflitto – dapprima con mille esitazioni, nel timore di una reazione degli alleati russi e cinesi del Vietnam del Nord, poi con risolutezza spropositata durante l’Operazione Rolling Thunder, il bombardamento prolungato – ebbe il solo effetto di rafforzare il supporto popolare al regime vietcong «generando un entusiasmo patriottico e nazionalista». Come in tutti i libri del giornalista inglese, il volume mostra anche come «si viveva la guerra», come la vivevano «i contadini del delta del Mekong, i piloti degli Huey venuti da Peoria, i grunts di Sioux Falls, i consulenti della difesa aerea di Leningrado, i ferrovieri cinesi» e, persino, «le entraîneuse di Saigon».

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