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BEAT BESTSELLER

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Sette opere di misericordia

Piera Ventre

Napoli, giugno 1981. La casa è nel cimitero della città. Una città che è a stento in piedi, piena di puntelli, intelaiata di tubi Innocenti aggrappati al tufo, di palazzi vacillanti e inabitati dove l’oscurità e l’umido la fanno da padroni. Cristoforo Imparato è il custode del cimitero. Il vetro al posto dell’occhio che una scheggia di granata si è portata via, non è stato sempre un camposantiere. Impiegato in una tipografia, era riuscito ad avere persino un paio di stanzucce a Materdei, un quartiere in centro. Ma poi, fallita la tipografia, l’esistenza sua, e di Luisa, Rita e Nicola, la moglie e i figli, si è arrevutata, come dice lui. Cosí, Cristoforo ha scavato un fosso nel dispiacere tumulandoci qualsiasi sconforto subìto e inflitto. A casa Imparato trovano un giorno asilo Rosaria, una ragazza rimasta incinta, che non sa se ammantare di menzogna il suo sbaglio, e Nino, il giovane dal nome corto, il figlio del compare di nozze di Cristoforo e Luisa, ospite a Napoli sulla via per la Germania. Nino fa amicizia con Nicola, il bambino di casa, e poi un giorno scompare lasciando un cardillo per donna Luisa, «per le sue cortesie, e per il disturbo». Che misericordia e castigo siano così intrecciati da confondersi è la cruda verità che travolge casa Imparato in quell’estate del 1981, l’estate in cui Alfredino Rampi cade nel pozzo a Vermicino e la salvezza del bambino è invano attesa «come la nascita di un Cristo Redentore».
Splendida conferma del talento di Piera Ventre, Sette opere di misericordia è un romanzo che racconta u periodo cruciale della nostra storia recente, quello in cui Napoli e il Paese intero si misurarono con la perdita dell’innocenza.

Anna Bolena. L'ossessione del re

Alison Weir

Inghilterra, 1512. Anna Bolena ha solo undici anni quando suo padre, Thomas Bolena, uno scaltro cortigiano che, grazie alle proprie abilità diplomatiche, si è distinto rapidamente al servizio di Sua Maestà Enrico VIII, decide di inviarla alla corte di Borgogna come damigella d’onore della Reggente Margherita. Una posizione ambita, che offre molte opportunità a una fanciulla di buona famiglia. La giovane Anna dimostra sin da subito una spiccata attitudine per quella vita e nove anni dopo, quando diventa la damigella d’onore della regina Caterina, moglie di Enrico VIII, è ormai una ventenne astuta, colta e sofisticata, ben lontana dalla ragazza ingenua di un tempo. Abile nel gioco della seduzione, Anna si diverte ad amoreggiare, a conversare davanti a un bicchiere di vino e a giocare a carte e a dadi con i suoi ammiratori. I capelli scuri, gli zigomi alti e lo sguardo fiero e malizioso le procurano molti corteggiatori, fino al giorno in cui su di lei ricade l’attenzione del re in per-sona. Da quel momento è un susseguirsi di avvenimenti destinati a consumarsi nel sangue: Enrico è ossessionato da Anna, desidera averla piú di ogni altra cosa, ma lei rifiuta di essere una semplice amante, vuole diventare la sposa del re. La mite Caterina, la «regina buona», è tuttavia cosí amata dai suoi sudditi, che rinunciare a lei significherebbe per il re rischiare di perdere la popolarità e la benevolenza del Paese, perfino il trono stesso… 
Ricordata come la regina che cambiò per sempre il volto dell’Inghilterra, Anna Bolena rappresenta una delle figure femminili piú interessanti della Storia: un’eroina imperfetta ma profondamente umana. Una donna di grande idealismo e coraggio che pagò un prezzo troppo alto per le sue ambizioni.

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